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Di seguito il testo della lettera consegnata dal Presidente dell’Associazione Medici per San Ciro  a Papa Francesco in occasione della partecipazione di una rappresentanza dell’associazione all’udienza generale a Piazza San Pietro.

 

 

 

 

 

Santo Padre,

a nome personale e di tutta l’Associazione Medici per San Ciro ODV, Le rivolgo le più fervide espressioni di riconoscenza per aver accordato a questa delegazione la possibilità di partecipare all’odierna udienza generale, per ascoltare così da vicino le Sue parole dense del messaggio eterno di misericordia e di amore, cariche di speranza e di coraggio, fondanti di un nuovo umanesimo.

Parole sante che nutrono il nostro cammino associativo e guidano le nostre azioni orientate all’attenzione per i poveri, alla cultura della solidarietà e del dono, alla difesa del valore della vita, alla vicinanza ai malati e ai sofferenti. In esse ritroviamo forte l’eco del messaggio cristiano, diffuso da San Ciro e da San Francesco de Geronimo, che da 15 anni ispira il nostro impegno sociale.

Due Santi, questi, che con Grottaglie, la città dove ha sede la nostra associazione di volontariato, hanno un stretto legame: San Ciro è il santo protettore della città di Grottaglie. Martire eremita e medico, somministrava cure gratuite ai poveri e agli indigenti tanto da guadagnarsi l’appellativo di “anàrgiro” e incitava i malati a trovare conforto nella fede e nella preghiera. Questa associazione, che ho l’onore di presiedere ed è dedicata a San Ciro, è nata dall’idea di alcuni medici come Lui, riuniti intorno alla devozione e sull’esempio del Santo martire per dare assistenza e cura ai malati, ai poveri e agli indigenti. Tra le sue fila ha aggregato volontari, donne e uomini laboriosi  e di carità che hanno messo a disposizione il proprio tempo e l’impegno secondo le proprie attitudini in favore delle finalità dell’associazione.

I poveri e gli indigenti erano anche al centro della missione apostolica di San Francesco de Geronimo che a Grottaglie ebbe i natali. A questo Santo grottagliese, gesuita come Lei Santo Padre, si deve la diffusione del culto e della devozione di San Ciro di cui custodiva le reliquie, alcune delle quali trasferite per sua volontà proprio a Grottaglie.

La nostra strada è, dunque, illuminata dalla figura di questi due Santi e il nostro impegno associativo è portato avanti attraverso l’opera dei soci volontari che sostengono la mission dell’associazione, anche organizzando iniziative culturali, campagne di sensibilizzazione socio- sanitaria, raccolte fondi, corsi di formazione all’utilizzo del defibrillatore e alle tecniche salvavita, beneficenze e donazioni.

Solo per citare alcune iniziative, l’Associazione ha già al suo attivo un’ambulanza che mette a disposizione per il trasporto sanitario ed è a titolo gratuito per gli indigenti; ha donato alla comunità di Grottaglie oltre 40 defibrillatori che costituiscono un’importante infrastruttura di salvezza della vita in caso di arresto cardiocircolatorio e per l’utilizzo dei quali organizza appositi corsi di primo soccorso secondo il “Progetto Cuore”; ha aderito al progetto di Dynamo Camp, un camp di terapia ricreativa appositamente strutturato che ospita gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche, e ha portato la stessa terapia ricreativa, organizzando giornate e corsi di formazione dedicati, nel reparto di pediatria oncologica dell’ospedale di Taranto e prossimamente anche in altri ospedali pugliesi

Santo Padre, una nota a parte vorrei dedicare al progetto “Pane sospeso”, partito già da due anni, che riprende la tradizione filantropica e solidale partenopea del caffè sospeso, amplia l’offerta e restituisce alle famiglie più povere la dignità di poter fare la spesa, di poter decidere e scegliere liberamente i beni di prima necessità che ritengono necessari nelle proprie case e di pagare il conto con dei voucher. Questi voucher, che convertono le donazioni raccolte nelle cassettine esposte negli esercizi commerciali aderenti al progetto, sono consegnati alle famiglie bisognose, che rimangono anonime, per il tramite delle parrocchie di Grottaglie.

Non portare pane a casa toglie la dignità” è una sua frase, Santo Padre, che abbiamo voluto riportare sulle cassettine per la raccolta fondi esposte nelle attività commerciali aderenti a questo progetto. Da una riflessione su questa frase siamo partiti e, pur nella consapevolezza del riferimento inequivocabile all’emergenza lavoro e dell’incapacità da parte nostra di poter rimediare in qualche misura, abbiamo ragionato su quali azioni mettere in campo in una prospettiva di solidarietà e carità per far fronte a situazioni di precarietà materiale. Questo progetto si carica di un messaggio più profondo che promuove la cultura del dono e del servizio umile fatto nel nascondimento, sostiene la condivisione e la dedizione a chi è nel bisogno. Oggi consegniamo nelle Sue Sante mani una cassettina, quale simbolo del nostro progetto e del impegno cristiano in favore dei poveri.

Santità, per suggellare questa giornata così speciale per la nostra associazione, La preghiamo di accettare un’opera in ceramica del maestro Eligio Nigro del laboratorio Keramos di Grottaglie, che riproduce un albero di ulivo. E’ proprio l’ulivo, con il suo tronco nodoso e contorto, con la sua chioma scarmigliata che conferisce al paesaggio della nostra terra particolare bellezza ed  autenticità, si fa metafora di forza, robustezza e solidità di fronte alle intemperie della vita e si eleva a simbolo cristiano di pace e di resurrezione.

Santo Padre, Le rinnovo i sensi del nostro filiale amore e della nostra devozione, implorando sulla nostra associazione la Sua Benedizione Apostolica e sulle nostre famiglie.

 

Grottaglie (TA), 11 settembre 2019

Il Presidente

                                                                                          Salvatore Lenti