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Il Progetto EDAPA Grottaglie (EDucazione all’Automisurazione della Pressione Arteriosa) si prefigge lo scopo di educare alla corretta automisurazione della PA nell’ambito di una più efficace Educazione Sanitaria del paziente iperteso e ad abbiamo voluto valutare il profilo epidemiologico e cardiovascolare di una coorte di cittadini.
Ha coinvolto in maniera paritaria Cittadini, Associazioni di Volontariato, Amministrazione Comunale, Medici di Medicina Generale e Medici Ospedalieri Internisti della Città di Grottaglie.
Lo studio è iniziato nel Febbraio 2006 ed è proseguito per un anno: sono stati tenuti degli incontri, sia in assemblee pubbliche che negli ambulatori Medici, spiegando la corretta tecnica di automisurazione della PA e distribuendo apparecchi semiautomatici validati (M6 della OMRON e OSZ5 della Welch Allyn).
I Cittadini hanno misurato la propria PA, seguendo tutte le raccomandazioni fornite da un apposito Protocollo di Educazione sanitaria all’automisurazione in 2 giorni diversi durante una settimana.
Inoltre abbiamo valutato la durata della patologia, le misurazioni che di solito effettuano e dove le praticano, la presenza di comorbilità, la concomitanza di fattori di rischio cardiovascolare, le condizioni cliniche associate, l’efficacia della loro terapia antipertensiva e la loro qualità di vita.
Su circa 3000 cittadini interpellati hanno dato il loro consenso a partecipare allo studio 370 cittadini (M 198, F 172) con un’età media di 60 anni. Un 48% erano pensionati, un 10% operai ed un 28% casalinghe, con un sovrappeso medio di 28 kg/m2 (il 51% dei maschi e il 39% delle femmine), con ipertensione da quasi 10 anni.
Dati ulteriormente interessanti riguardano le modalità di misurazione della PA: in media 4 volte al mese con 1 sola misurazione nel 66% dei casi, 2 misurazioni nel 29% e 3 misurazioni nella stessa seduta solo nel 2.5% dei casi.
La misurano dal Medico di Famiglia il 52% dei Cittadini, in Farmacia l’ 8% ed a casa il 39%.
Avendo come riferimento i valori di PA di 135/85 mmHg per l’automisurazione, nella nostra coorte abbiamo registrato il 28% di normotesi (PA media 128/78 mmHg) e il 72% di ipertesi (PA media 150/93 mmHg): di questi il 30% ha un buon controllo (PA media 132/80 mmHg), il 55% presenta uno scarso controllo (PA media 152/94 mmHg) e il 15% non è a conoscenza di essere iperteso (PA media 146/92 mmHg)
Sommando gli ipertesi non a conoscenza, e quindi non trattati, e gli ipertesi trattati ma non controllati dalla terapia abbiamo che il 70% di tutti i pazienti non era controllato adeguatamente e quindi a rischio. La distribuzione statistica tra i due sessi ha dimostrato che i maschi ipertesi sono il 56% mentre le femmine sono il 44%.
Tra i fattori di rischio si rivela: 64% di ipercolesterolemici (con Colesterolo totale > 200 mg/dl (il 74% di tutte le femmine e il 64% di tutti i maschi), anche se avevano riferito un Colesterolo totale alto solo il 34%; un 18% di fumatori (maschi 12.6% e femmine 5.4%); una iperglicemia nel 35% nei maschi e 28% nelle femmine; inoltre le femmine presentano nel 63% dei casi una circonferenza vita > di 88 cm e i maschi una circonferenza vita > di 102 cm nel 42% (secondo i criteri ATP III).
Il 32% ha un consumo quotidiano di alcool (il 46% nei maschi e il 15% nelle donne).
Le condizioni cliniche associate sono così rappresentate: il 13% malattie cerebrovascolari, il 30% vasculopatie periferiche, un 35% cardiopatie ischemiche ed un 10% nefropatie; i diabetici sono il 13%.
Da un’analisi abbiamo visto che: il 32% non è esposto alcun fattore di rischio, il 20% è esposto ad un solo fattore di rischio e il 48% dei pazienti è esposto a 2 e più fattori di rischio cardiovascolare e che la penetranza maggiore è data dal Colesterolo totale (32%), dagli elevati valori pressori (30%), dalla iperglicemia (24%) e dal fumo (9%). Se associamo tra loro questi fattori notiamo che il colesterolo e la pressione alta insieme al fumo determinano un 71% di esposizione al rischio cardiovascolare.
Se confrontiamo i nostri dati con quelli ISTAT della Puglia notiamo che i nostri maschi hanno una PA più alta; i 2 sessi hanno anche un colesterolo più alto degli altri pugliesi, ma i Cittadini di Grottaglie fumano di meno ed hanno una prevalenza di sindrome metabolica leggermente più bassa anche se sono maggiori i valori della glicemia.
L’analisi della qualità della vita ha dimostrato che oltre il 56% dei Cittadini ha la percezione della malattia e gode di riferita buona salute, anche se ha paura della pressione alta per i rischi connessi ad essa (65%) e il 77% si reca subito dal Medico quando ha la pressione alta; inoltre il 31% dei pazienti ha cambiato il proprio stile di vita da quando è iperteso. Infine il 43% dei cittadini non esegue mai attività fisica e solo il 34% la esegue solo saltuariamente, anche se i maschi la eseguono spesso più delle femmine (il 27% contro il 15%).
Nell’ambito del nostro Progetto abbiamo utilizzato anche la carta del rischio cardiovascolare (Progetto SCORE) ed abbiamo visto che il loro rischio attuale è di 5.44% per i maschi e 4.11% per le femmine e se lo proiettiamo a 10 anni abbiamo che i maschi raggiungono il 6.63% e le femmine il 5.67%. Ciò sta a significare che se non vengono corretti i fattori di rischi la nostra popolazione campione va incontro a quasi il 20% di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori. Ma il dato più interessante riguarda quei pazienti che hanno un ottimo controllo dei fattori di rischio (SCORE basale nei maschi 3.66% e nelle femmine 2.11%): in questi si ha quasi il 75% di rischio evitabile nella proiezione a 10 anni (nei maschi 4.10% e nelle femmine 2.98%) e il rimanente 25% è legato all’avanzare dell’età. Questi dati dimostrano come sia importante attuare una strategia di educazione sanitaria nel ridurre l’entità dei fattori di rischio presenti.
L’insieme dei dati relativi ai concomitanti fattori di rischio ed alle patologie associate confermano la stima di un Rischio Cardiovascolare Globale rilevante che richiede interventi organici e non parcellari.
Dunque l’automisurazione con diario riduce le visite mediche, aumenta la capacità decisionale del Medico, riduce lo Shift (cambio) improprio di terapia, riduce il ricorso immotivato al Pronto Soccorso per un rialzo pressorio occasionale.
Un ulteriore e rilevante risparmio nel costo della malattia si potrà attendere nelle riduzioni degli eventi cardio e cerebrovascolari, collegabile alla più forte identificazione di pazienti ad alto rischio (Progetto SCORE) o non responders alla terapia in atto, così da poter concentrare su di loro maggiori risorse terapeutiche in maniera mirata.

PARTECIPANTI al PROGETTO

* Medici di Medicina Generale: F. Mastro, U. Salinas, E. Tilli, F. Urselli, A. Vicinanza.
** Associazioni di Volontariato: Spi – CGIL, CISL, AUSER, ANDO, ANMI.
Con la collaborazione del Dr. Ciro Lenti (Nefrologo, S.Miniato – PI) e del Dr. Giovanni Luigi Nisi (Cardiologo, Martina Franca – TA).